La manifestazione del 15 ottobre ha sollevato con forza una questione: esistono le condizioni in Italia per costruire un nuovo movimento antiliberista. continua
E' ovvio: il fatto straordinario che ieri ci fossero in piazza centinaia di migliaia di giovani per manifestare pacificamente contro l'impasse di un sistema finanziario, economico e sociale che non reggono più, è stato dimenticato per la presenza di un migliaio di incappucciati violenti. Ma c'erano. continua
Il giorno dopo le violenze del 15 ottobre 2011 a Roma, si mette prepotentemente in moto il dispositivo della normalizzazione che definisce chiaramente anche le conseguenze reali di quanto accaduto in Piazza San Giovanni . Antonio Di Pietro e Roberto Maroni condividono la necessità di scrivere nuove Leggi contro “i violenti”. continua
Malcontento generalizzato, assenza di una piattaforma programmatica e spirito di emulazione: premesse per scontri prevedibilmente violenti. Organizzatori inesperti e traverse di via Cavour poco presidiate, ovvero come lasciare un corteo in balia di azioni di guerriglia. continua
Come spesso è avvenuto in passato, così anche questa volta si è creata una piazza virtuale dove le "fazioni" in campo sono due: i “ghigliottinai”, coloro che hanno concentrato l'attenzione (cadendo nella trappola!) sugli episodi di ordine pubblico avvenuti a Roma, e chi invece vuole riflettere, pensare, capire e non essere oltretutto additato c continua
Si costituirà oggi a Scanzano con partiti e associazioni contrari al trasferimento. continua
Posto di seguito due importanti interviste a Paolo Ferrero (Segretario nazionale di Rifondazione Comunista) e a Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli e esponente di punta dell’Italia dei Valori). continua
In italia non ci sara’ la rivoluzione che piacerebbe a me. Non si tratta di violenza o nonviolenza, quello è un discorso secondario, non in termini di importanza, ma temporalità e consequenzialità nel ragionamento. Partiamo dal principio: sono uno studente e lavoratore non organico ad alcun gruppo. continua
Pensato e scritto da Antonio Liguori In italia non ci sara’ la rivoluzione che piacerebbe a me. Non si tratta di violenza o nonviolenza, quello è un discorso secondario, non in termini di importanza, ma temporalità e consequenzialità nel ragionamento. Partiamo dal principio: sono uno studente e lavoratore non organico ad alcun gruppo. continua
“Domani, con una delegazione di Rifondazione Comunista della Liguria, parteciperò alla manifestazione della Fiom che si terrà in Piazza San Giovanni a Roma. Vogliamo denunciare con forza la decisione del Governo che, prendendo a pretesto i fatti di sabato scorso, ha proibito il corteo dei metalmeccanici. continua