Di fronte a quanto sta accadendo in Medio Oriente vogliamo pubblicare l’intervento di Amos Oz sul NYT del 1° giugno, di cui condividiamo toni e contenuti. La traduzione è nostra, ci scusiamo per le inevitabili imperfezioni. continua
Ride Amos Oz. È abituato a guardare i salotti dal mondo e non il mondo dai salotti. continua
fonte: letturablog.it di Tiziano Aceti Nel corso della sua visita a Torino lo scrittore israeliano, Amos Oz, è stato contestato per ben due volte da un gruppo di manifestanti che, organizzati di volantini e striscioni, hanno manifestato contro Israele. continua
Due stati dell’essere Conversazione con Amos Oz e con Sari Nusseibeh La conversazione è stata moderata da Serge Schmemann, che dirige la pagina dei commenti dell’International Herald Tribune. continua
“A 14 anni mi ribellai alle idee politiche di mio padre. Lui non c’è più, ma ogni tanto discutiamo ancora” ALAIN ELKANN GERUSALEMME Nel romanzo Una storia di amore e di tenebra , tradotto da Feltrinelli nel 2003, Amos Oz racconta la sua giovinezza e il rapporto con la città natale, Gerusalemme. continua
Tratto dal Corriere della Sera del 1 Giugno 2010. Intervista di Francesco Battistini. Stupidità. In questa storia d’orrore e di tenebra, Amos Oz non vede molto di più della stupidità del male. «Sono abbastanza abituato a queste esplosioni d’insensatezza…». Qualcuna è riuscito a spiegarsela, qualcuna l’ha pure capita. Ma stavolta.. continua
Un incontro avvenuto a Torino, negli Anni Novanta “Allora, amico mio, in che lingua parliamo?”. Amos Oz ha un viso splendido, luminoso. Occhi azzurri e intensi, l'espressione franca di chi sa ascoltare. Ben Jelloun ha occhi neri e vivaci da arabo, barba sale e pepe e i modi impeccabili di un intellettuale parigino. continua
Dina Porat Caro Amos Oz, confesso d’essere un po’ perplessa per alcune parole dei suoi recenti editoriali (Ha’aretz, 2.6.10) e vorrei chiederle qualche chiarimento. Lei sottolinea il fatto che Hamas “non è soltanto un’organizzazione terroristica, Hamas è un’idea”. continua
E così, il vento “indignato” è arrivato persino in Israele. Le piazze israeliane sono invase dalle tende. E’ una notiziona perché a leggere la facile propaganda alla Nierenstein sembrerebbe che Israele sia un Paese perfetto, con diritti garantiti a tutti i suoi cittadini. Invece no, pare proprio che non sia così. continua
In Israele la sinistra dovrà registrare che si può chiedere giustizia sociale ma cio’ dovra’ significare giustizia per quanti subiscono il progetto coloniale nei territori palestinesi occupati nel 1967. ZVI SCHULDINER Roma, 09 agosto 2011, Nena News – Tunisi, poi piazza Tahrir al Cairo, la Spagna con un mese di rivolte, la Grecia. continua