Bratislava vicina al riconoscimento della parità tra la barbarie sovietica e quella nazifascista, già riconosciuta in Polonia, Lituania, Ungheria, e Repubblica Ceca. continua
Alcuni di voi hanno farneticato sulla maggiore nobiltà ideale del comunismo rispetto al nazismo o addirittura al nazifascismo. Il fascismo nemmeno lo metto a confronto che é vergognoso solo l’accostamento tra una idea criminale ed una parte più che dignitosa con qualche errore della storia del nostro paese . continua
Stalin, «Koba» per gli amici, fu uno dei dittatori più sanguinari che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. Ma fu anche un leader estremamente amato. E i suoi crimini, per molto tempo, apparvero quasi «necessari» non soltanto all’interno dell’Urss, ma soprattutto tra gli intellettuali liberal occidentali. continua
Dalla Polonia una lezione di civiltà: la messa al bando dei simboli della sanguinaria dittatura comunista: tutti dalle bandiere rosse al faccione del Che stampigliato, sulle t-shirt. “Quello comunista era un sistema terribile e omicida che ha causato la morte di milioni di vite” ha dichiarato lo storico Wojciech Roszkowski. continua
Il 2 aprile 2009 il Parlamento Europeo ha invitato a “proclamare il 23 agosto la Giornata europea della memoria delle vittime dello stalinismo e del nazismo, per commemorare in modo degno e imparziale il loro ricordo”. continua
"Il comunismo è il pensiero totalitario originario: la sua idea base è quello di risolvere la persona nella collettività: si è realizzato storicamente stabilendo il dominio intellettuale sociale economico e politico del potere del partito e dello Stato sulla persona. continua
Vent'anni fa, dopo la caduta del Muro di Berlino, decisero di buttare giù le statue di Lenin e di Marx e di seguire le democrazie occidentali. Adesso i politici polacchi hanno presentato un breve emendamento che mette al bando qualsiasi simbolo comunista dal paese dell'Est europeo. continua
Conseguentemente alle recenti leggi approvate in Polonia, dal prossimo 8 giugno i simboli comunisti saranno proibiti nel Paese. continua
- Una delle questioni più rilevanti su cui i regimi totalitari differiscono dalle democrazie è la repressione sistematica delle opposizioni attraverso l’uso della forza. La democrazia, come qualsiasi altra forma di governo, può concepire una tolleranza soltanto parziale e apparente al dissenso che non provochi il sovvertimento del sistema stesso. continua