Sebbene ufficialmente né l’Armenia né l’Azerbaijan stiano pianificando azioni belliche nell’immediato, l’intensificarsi delle schermaglie lungo il confine preoccupa la comunità internazionale. In particolare l’Europa, che nel Caspio e dintorni vede un forziere di idrocarburi a cui attingere nel futuro prossimo. 1. continua
I Da un saggio di Alexander Murinson per il BESA Center Poco dopo aver ottenuto l’indipendenza nel 1991 l’Azerbaigian stabilì relazioni diplomatiche con Israele. Negli ultimi anni i legami politici, economici e militari si sono moltiplicati – come testimonia la visita del presidente Shimon Peres nel giugno del 2009. continua
Si sono organizzati sul web per portare sulle rive del Caspio il seme della rivolta che infiamma i Paesi arabi. Alcuni dissidenti fuggiti all’estero dall’Azerbaijan si sono serviti di Facebook per mobilitare centinaia di persone contro il regime della famiglia … Leggi l'articolo completo → continua
In Azerbaigian domani scenderanno in piazza i cittadini autoconvocati attraverso appelli pubblicati su Facebook e su altre piattaforme sociali di Internet. continua
Il Caucaso meridionale oltre ad essere una via di transito per la droga diretta in Europa e Russia, è oggi un campo di battaglia chiave, un "critico crocevia strategico nella geopolitica del 21 ° secolo", al centro di progetti ambiziosi sul transito dell'energia e un corridoio militare che può estendersi dall'Europa occidentale all' East Asia, continua
(Karpov ha l'appoggio degli UAE) Karpov sempre più all'attacco. Dopo i tre articoli di settimana scorsa Anatoly mostra al mondo le sue doti politiche proponendo una nuova destinazione per il match dei candidati 2011. continua
di Onnik Krikorian · tradotto da Davide Galati · vai all'articolo originale [en] Georgian “Maybe” Tim e, un nuovo blog dal Caucaso, descrive e commenta l'esperienza di un'amica dell'Azerbaijan [in] che è stata recentemente stigmatizzata dai suoi stessi compatrioti a un seminario locale sui social media per la sua opera di cooperazione e com continua
L’inevitabile onda lunga della cacciata di Ben Ali in Tunisia e di Hosni Mubarak in Egitto va risvegliando anche l’Iran. Dove proprio in queste ore sono ripartite nuove proteste di piazza, con le previste repressioni violente. Tra l’altro, per pura coincidenza, Mubarak è caduto proprio il giorno del 32. continua