Nell’aula bunker di Firenze si riprende a parlare di trattativa tra Stato e mafia . Durante un’udienza del processo per la strage dei Georgofili del 1993, a testimoniare è Giovanni Brusca , ex boss di San Giuseppe Jato , la mano che ha azionato il radiocomando della strage di Capaci e da tempo collaboratore di giustizia. continua
Torna davanti ai magistrati della Procura di Palermo Giovanni Brusca, l’attentatore di Capaci passato tra i ranghi dei collaboratori di giustizia. continua
FIRENZE «Con mio cognato parlavamo di Berlusconi e dell’Utri e io gli ho detto che non c’entrano niente con le stragi». Lo ha detto Giovanni Brusca, deponendo come teste a Firenze al processo sulle stragi del 1993. Brusca ha citato una conversazione di poco tempo fa «quando sono stato accusato di riciclaggio». continua
Agli inizi del 1994 l'allora boss mafioso Giovanni Brusca, capo mandamento di San Giovanni Jato, mando' un emissario di Cosa nostra, Vittorio Mangano a Milano "per contattare Dell'Utri e Berlusconi". continua
Nella seconda meta' del 1993 'mandai Mangano a Milano ad avvertire dell'Utri e, attraverso lui, Berlusconi che stava per diventare premier,che senza revisione del maxiprocesso e del 41 bis le stragi sarebbero continuate'. Lo ha detto Giovanni Brusca al processo sulle stragi del '93. continua
Quattro nomi omessi in 14 anni di pentimento. Taciuti per evitare problemi e garantirsi con il silenzio una rendita futura, per sé e per Cosa nostra. continua
L'homepage del sito "L'Espresso" “ Vito Ciancimino, Nicola Mancino, Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi : quattro nomi omessi in 14 anni di pentimento. continua
Quattro nomi omessi in 14 anni di pentimento. Taciuti per evitare problemi e garantirsi con il silenzio una rendita futura, per sé e per Cosa nostra. continua
Chissà che diranno ora i detrattori del Premier. Magari sosterranno che Giovanni Brusca, pentito di mafia, si è inventato quella parte. Perché è così che vanno le cose nell’Italia antiberlusconiana. continua
Firenze - Nella seconda metà del 1993 «mandai «Mangano - ha aggiunto - tornò dicendo che aveva parlato con dell’Utri, che si era messo a disposizione». continua