Fare il primo ministro, in Israele, è il mestiere più difficile del mondo, un drammatico gioco d’equilibrio fra interessi molteplici e contrapposti. Non è un lavoro per tutti. continua
E’ il 30 luglio e si vorrebbe finalmente parlare di temi leggeri, ma siccome per tradizione a luglio in Italia c’è movimento (il caldo fa esacerbare gli animi?), per una volta facciamo due cose che in questo blog si fanno molto raramente: fantapolitica da ombrellone e descrizioni apocalittiche del futuro. continua
La pace possibile? Quella dopo il ’67 di David Harris Qual è il più grande ostacolo alla pace israelo-palestinese? La confusione sul conflitto a cui fare riferimento: 1947 o 1967? Se è quello del 1947, quando l’Onu raccomandò la divisione in due Stati del mandato britannico in Palestina, è in gioco l’esistenza di Israele. continua
Fu la guerra lampo del giugno 1967 a dare inizio alla scalata al potere di Menachem Begin, il quale vinse puntando sullo spirito nazionalistico guadagnandosi l’appoggio dei giovani Nell’articolo : La sollevazione ebraica, in questa ottica, era percepita da lui come una combinazione fra il destino degli ebrei nella storia e le leggi della rivolta [. continua
Israele seguita a sognare la pace, ma con cautela, e teme alquanto i passi falsi. E’ questa la prima conclusione che possiamo trarre dalle proiezioni che danno la vittoria a Kadima, ma in un testa a testa tale con Netanyahu, che si potrebbe dire che ambedue hanno vinto le elezioni. continua
Dal taccuino del giorno Questa sera non pensavo di ritornare sul tema ma ho letto l’articolo di MARIO VARGAS LLOSA, Stiamo con i civili di Gaza , La Stampa. Con la sua analisi, non di parte e non asettica, Mario Vargas Llosa si pone la stessa domanda (a che serve?) e perviene ad una risposta che si può condividere. continua
È atteso per oggi l’annuncio da parte del segretario di Stato americano Hillary Clinton della ripresa di negoziati diretti fra israeliani e palestinesi. Data la fragilità dell’accordo è possibile che la notifica ufficiale slitti di 24 o 48 ore per mettere a punto gli ultimi dettagli, ma pare essere certo che i colloqui riprenderanno. continua
Elezioni in Israele , sale la destra. Tzipi Livni e Kadima sono avanti di un solo seggio al Likud di Benjamin Netanyahu: 28 contro 27 , mentre cresce il consenso intorno ai partiti di estrema destra come Israel Beitenu e l'ultraortodosso Shas . continua
Due giornali ultraortodossi israeliani, il quotidiano Yated Neeman e il settimanale Shaa Tova , hanno ritoccato la fotografia che ritraeva il nuovo governo guidato da Benjamin Netanyahu per cancellare la presenza di due ministre, Limor Livnat (cultura e sport, Likud) e Sofa Landver (immigrazione, Yisrael Beiteinu). continua
Un gruppo di arabi israeliani I risultati ufficiali delle elezioni israeliane confermano le proiezioni. Secondo la radio israeliana, Kadima di Tzipi Livni ha ottenuto 28 seggi, contro i 27 andati al Likud di Benjamin Netanyahu. continua