di Marina Pizzi 1. in un gravame di addio voglio andarmene dondolo del caso sorso di abbandono dono sul comunque di non essere né senso né gelo di cometa. in mano alla stazione del fu gusto sto nel trabiccolo del polso a rivendicare un chiodo di garofano fannullone quanto vano sul comunque. continua
23. una struttura anagrafica di niente questa burocratica rottura della voce qua dove ammisi di credere la rotta e persi invece la bussola per sempre. in mare la barcaccia chiama s.o.s. e la marea non s’inchina alla paura anzi la stempia con apice di venti. continua
È con colpevole ritardo che scrivo di un libro di poesia che come pochi altri sa coniugare effervescenza linguistica e grande concretezza. continua
[MARINA PIZZI] essere in vita è un criterio sperduto / un alunno senza lavagna né voce / di maestro. in tanta precaria / esistenza si stenda un velo di lutto / un sillabario bianco. in bilico sul cipresso / la casa delle serpi. una dubbio da dentro / la nuca innocente arrovella. continua
Giovanni Catalano, Michele Ortore, Faraòn Meteosès, Alessandra Palmigiano, Piergiorgio Viti, Marina Pizzi, Claudio Bedocchi, Andrea Amoroso, Carla Scarano D’Antonio, Maria del Mastro, voci sul numero di Novembre 2009 di “π -trimestrale di conversazioni poetiche”. Il prossimo numero è previsto per il mese di Marzo 2010. continua
Continuamente in sacrificio questa donna incarnata nella poesia di Marina Pizzi; una donna fragile, quanto forte nelle sue idee a pronunciarsi, parte di un mondo “t ra storie andate a male ”. continua
Con Tv2000 nel mistero della clausura femminile Il silenzio appena graffiato dal verso di una rondine o di un grillo su un’alba di campagna, le luci delle auto lontane nel buio di una frenetica città ancora addormentata. Iniziano così tante giornate, nei monasteri di clausura italiani. continua
Marina alla specchio Marina Pizzi Il cantiere delle parvenze 2010 Marina Pizzi Il cantiere delle parvenze 2010 1. la mia sciarpa è un tragitto lontano uno scalmanato talamo di nebbia dove è agreste il cielo e logica la tana di perdere la vita. continua