“La scrittura è scrittura divina, incisa sulle tavole”: non legge incisa ma libertà; infatti è libero solamente chi si occupa di Torà (Avot 6, 2). Lo studio della Torà, come occupazione non strumentale, ci rende liberi; soprattutto dalla schiavitù del successo. continua
Essenziale questa opera di Joseph Roth, essenziale nel senso buono. Un libricino di 100 pagine appena, capitoli brevi, frasi semplici, dialoghi concisi. Uno stile quasi minimalista azzarderei, che con poche parole riesce a tratteggiare però sia grandi spazi e tundre innevate sia grandi solitudini e tormenti. continua
Mi rendo conto che forse è un passaggio un po' lungo per un post, ma penso che questa pagina di Joseph Roth sia uno degli affreschi più belli e corali della letteratura europea. Da leggere con una musica altrettanto avvolgente in sottofondo. Antonin Dvorak, sinfonia Dal nuovo mondo "Il mattino si annunciò grigio. Pioveva. continua
peso gr.270 pagg.187 libro in buono stato - copertina rigida con sovracoperta Editore Corriere della Sera na storia intensa dove è l'uomo il protagonista primario, non Mendel e la sua famiglia...dove è l'uomo e la sua religione a dettare le leggi e le sofferenze che l'uomo stesso nella sua stoltezza crea a propria somiglianza. continua
Nel manifesto che al Museo d’arte e storia dell’Ebraismo tiene a battesimo la mostra «Joseph Roth. L’exile à Paris 1933-1939» (fino al 4 ottobre), lo scrittore è ritratto seduto al tavolino di un bistrot, una sigaretta fra le dita grassocce, due calici colmi di vino rosso sul tavolo. continua
Ai due lati della scala che dal solare inferno scende giù nel profondo oscuro territorio del paradiso, pavimentata di trappole e domande scivolose e tentazioni melenense e vischiose, c'è un corrimano a cui reggersi traballanti ed insicuri, devastati dai nostri incubi da svegli (sempre migliori dei draghi verdi che rovinano il nostro sonno). continua
Tutti i giorni incontro un uomo. Ha la barba bianca lunga e piena di nodi come i capelli. Vive ai lati di un grande Hotel, sistemato nell’angolo un po’ per dare meno nell’occhio, un po’ per ripararsi dal freddo. Quell’angolo è la sua casa. Un cartone come materasso, una coperta piena di buchi, tanti sacchetti come guardaroba e una scopa. continua
La letteratura, come la vita, è fatta di premesse che non sempre hanno uno svolgimento riuscito. E, a meno di capolavori, quasi mai condivisibile da altri che non siano gli autori. Per cui, questa premessa vale a livello individuale ma è doverosa: Joseph Roth è il più grande di tutti. Non Philip, che pure è immenso. Joseph. Il più grande. Punto. continua
…Al caffè gli ebrei ci vanno per giocare ai tarocchi o a scacchi , o per concludere affari. Gli ebrei sono buoni giocatori di scacchi, giocano anche coi cristiani. Un buon giocatore di scacchi cristiano non può essere un antisemita… Joseph Roth Ebrei erranti Class. continua
di Giorgio Frabetti - E’ una strana esperienza la lettura de la Cripta dei Cappuccini : ultimo romanzo dello scrittore austriaco Joseph Roth (1938, anno della morte dello scrittore), lo Scrittore che pressocchè programmaticamente ha fatto della rappresentazione della finis Austriae la sua ragione di scrivere (per altro uscito tradotto in Italia la continua