Già ho trattato della poesia “L’albatros” di Charles Baudelaire, poeta francese nato a Parigi il 9 aprile 1821 e morto nella stessa città il 31 agosto 1867. Ma credo sia opportuno approfondire questa poesia che resta una delle più emblematiche e famose del simbolismo francese che molto ha influito sulla poesia italiana contemporanea. continua
Come l'Albatros di Baudelaire Nebbia!! disagio sociale il difficile è... è come essere teletrasportato nel grigio che corrode il colore delle case tenute insieme dal filo interdentale intriso di chewing gum. rosa. che sboccia sulla strada. continua
I Tre finalisti del Premio l’albatros città di Palestrina 2010 Sabato 12 giugno 2010 presso il Museo Archeologico di Palestrina, durante un incontro pubblico, si è riunita la Giuria Ufficiale presieduta da Paolo Mauri e composta da Michele De Mieri, Pietro Del Soldà, Arturo Di Corinto e Igiaba Scego. continua
L'ALBATROS ricordando Alda Merini L'albatros Io ero un uccello dal bianco ventre gentile, qualcuno mi ha tagliato la gola per riderci sopra, non so. Io ero un albatro grande e volteggiavo sui mari. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, senza nessuna carità di suono. Ma anche distesa per terra io canto ora per te le mie canzoni d'amore. continua
L' estate è appena finita , ma, rientrati in città, è anche il momento di scambiarsi con gli amici e le amiche il ricordo dei momenti divertenti e piacevoli appena trascorsi. continua
Le nostre meravigliose ragazze ci hanno abituato a ogni tipo di miracolo, dunque non è davvero impossibile che riesca loro di ribaltare l’esito dell’incontro di Fed Cup contro la Spagna. Anche se ci riuscissero, tuttavia, il mio giudizio su quanto è successo oggi a Napoli non cambierebbe. continua
L'uomo e il mare Uomo libero, sempre tu amerai il mare! Il mare è il tuo specchio: contempli l'anima tua nell'infinito srotolarsi della tua onda, e il tuo spirito è un abisso non meno amaro. continua
(selezione di Rosario Lo Cicero Madè) Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi in cui l’agata si mescola al metallo. continua
Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. continua
È un tempio la Natura ove viventi pilastri confuse parole si lasciano sfuggire; l'attraversa l'uomo, tra foreste di simboli dagli occhi familiari. I profumi, i colori e i suoni si rispondono e di lontano si confondono in unità profonda e tenebrosa, vasta come la notte ed il chiarore. continua