di Massimo Maugeri L’ho capito subito che questo romanzo d’esordio della giovane catanese Viola Di Grado (“Settanta acrilico, trenta lana”, E/O, 2011) aveva le carte in regola per lasciare il segno. continua
Quando ho finito “Settanta acrilico trenta lana” ho pensato: voglio leggere tutto quello che scriverà Viola Di Grado. Scriverà, sì, perché questo è il suo primo libro. Questo dovrebbe bastare. Ma aggiungo. A tratti la sua scrittura mi ha ricordato quella di “ Senza pudore ” di Helen Walsh. Chirurgica. Anche questo potrebbe bastare. Ma aggiungo. continua
Settanta acrilico trenta lana è uno di quei (pochi, pochissimi) romanzi che riescono a mantenere intatta la forza dell’ispirazione poetica senza rinunciare a raccontare una storia. continua
La morte improvvisa del padre precipita Camelia e la madre Livia nel silenzio vuoto che stringe chi rimane. Nelle nebbie di Leeds, “ una città in cui non comincia mai niente ”, l’elaborazione del lutto e la chirurgica rimozione dei ricordi, costringono le loro giornate in un inverno innaturale. continua
L’ho capito sin dalle prime pagine che questo romanzo d’esordio di Viola Di Grado ( Settanta acrilico, trenta lana - edizioni E/O - 2011) aveva le carte in regola per lasciare il segno. continua
Questo non è un esordio. E se lo si dovesse catalogare come tale, si verrebbe sconfessati se non dalla quantità di premi letterari che riuscirebbe a vincere, sicuramente da un grandissimo successo di pubblico e di critica (in primis Giovanni Pacchiano, Sandra Bardotti, Massimo Maugeri solo per citarne alcuni). continua
Viola Di Grado è un'autrice esordiente che si sta imponendo con questo libro davvero sorprendente e bello, che racconta una storia sospesa in un vortice che da drammatico diventa retorico, ma nel senso migliore,quello della letteratura, laddove la perdita di senso (per un lutto in questo caso, ma non solo) viene raccontata ... continua
Viola Di Grado ha esordito con un romanzo, Settanta acrilico trenta lana , che ha ricevuto elogi un po' dappertutto . continua