Un giorno Iosif Brodskij di Sergej Kruglov Un giorno Iosif Brodskij, impronta culturale di un'epoca, sua coscienza stanca ma anche noto letterato, mi disse dal suo ritratto in bianco e nero qualcosa come: «Finché la lingua russa è morta, si può evitare la poesia». continua
Omaggio a Marco Aurelio. “Lo vidi l’ultima volta alcuni anni fa, una notte d’inverno piovosa, in compagnia di un dalmata randagio. Stavo tornando in taxi dall’albergo, dopo una delle serate più disastrose di tutta la mia vita. Il mattino dopo avrei lasciato Roma per gli Stati Uniti. Ero ubriaco. continua
Brodskij aveva subito una brutta operazione al cuore. Ero stato a trovarlo in ospedale. Bisogna dire che, anche in condizioni normali, con Brodskij ero in soggezione. Ma lì, mi smarrii del tutto. Iosif era coricato, pallido, vivo per miracolo. Intorno apparecchiature, fili e quadranti. Ed ecco che io dico una cosa assolutamente fuori luogo. continua
Come osservano i ligi e perfettamente socializzati burocrati sovietici: che tipo di lavoro può essere quello di un poeta? Ecco, il problema mi sa che è proprio questo, che è per questo che il grande poeta e premio Nobel Josip Brodskij finì sotto processo nella plumbea Unione Sovietica degli anni Sessanta del secolo scorso. continua