Nel suo discorso allo Yad Vashem a Gerusalemme, Papa Benedetto XVI non ha usato ''parole che potrebbero apparire provocatorie'', nè si è preoccupato di ''rendere giustizia al politicamente corretto'', perchè ''doveva trasmettere un messaggio molto più importante, che nessun altro rappresentante così eminente aveva saputo dare prima''. continua
Lo Yad Vashem è uno di quei luoghi, se sei nei dintorni di Gerusalemme, dove devi tassativamente andare. Non “passare”, per caso. E’ una visita esclusiva, che va pianificata con chiara cognizione di causa. Una pagina da sfogliare, in silenzio, e, possibilmente, col cuore aperto. continua
Un clima di cordiale dialogo che promette sviluppi positivi ha caratterizzato i lavori del seminario su Papa Pio XII e l’Olocausto. Stato attuale della ricerca organizzato allo Yad Vashem di Gerusalemme dallo stesso Istituto internazionale di ricerca sulla Shoah e dallo Studio teologico salesiano santi Pietro e Paolo l’8 e 9 marzo scorsi. continua
“ Concederò loro, nella mia casa e dentro le mie mura, un luogo e un nome ”. ( Isaia, 56,5 ) Har Hazikaron, il colle della rimembranza, segna il limite occidentale della Gerusalemme moderna. Insieme al Monte Herzl, il punto più alto della città con i suoi 837 metri, costituisce uno spazio che incarna la storia più recente d’Israele. continua
Lo Yad Vashem, il memoriale israeliano dell'Olocausto, esporrà da questa settimana delle mappe dei campi di sterminio nazisti di Auschwitz-Birkenau, dove durante la Seconda Guerra Mondiale trovarono la morte circa un milione di ebrei. continua
Cari amici, molti di voi mi hanno scritto chiedendomi notizie del convegno a porte chiuse che si è svolto domenica 8 e lunedì 9 allo Yad Vashem di Gerusalemme, per fare il punto sullo stato della ricerca su Pio XII e la Shoah. Questo è l’articolo che pubblico oggi sulle pagine culturali del Giornale . continua
La Chiesa e il mondo ebraico . Pio XII e l’Olocausto . Incroci particolari, di cui ancora non si conoscono bene le caratteristiche. continua
Circa un anno fa uno scrittore israeliano aveva affermato che la Shoah fosse diventata un oggetto di marketing e che l’eccessivo numero di romanzi ispirati allo sterminio avesse addirittura dato luogo ad un nuovo genere letterario. continua