Londra 1973: tra gli agenti segreti al servizio di Sua Maestà c’è un infiltrato al soldo del KGB. Non è facile accostarsi alla recensione di “Tinker Tailor Soldier Spy” (meglio il bel titolo originale, omonimo del famoso romanzo di John Le Carré che diede origine nel 1979 anche a una mini-serie televisiva con Alec Guinness come protagonista). continua
Le spy story, nel cinema, tutto sommato reggono al tempo che passa, ancorché le mirabolanti e pirotecniche imprese del Tom Cruise di Mission Impossible siano lontane anni luce dal fascino dello spionaggio anni Sessanta e Settanta, e non solo da... visita il sito o l'argomento rilevante per partecipare . a presto! miro renzaglia continua
“ Da venticinque anni siamo l’unica barriera tra Mosca e la terza guerra mondiale ” Ancora scossi dalla cocente delusione di J. Edgar , torniamo al cinema con qualche remora. La crisi riduce gli stipendi, soprattutto i nostri stipendi da precari, e buttare 7 euro per un altro fiasco sarebbe stato davvero insostenibile. continua
La Londra dei primi anni ’70, cupa, fumosa e sbiadita fa da sfondo all’ultimo lavoro di Tomas Alfredson , trasposizione sul grande schermo del romanzo del britannico John Le Carré . continua
In piena Guerra Fredda un agente segreto britannico in missione in Ungheria viene bruciato per via di una soffiata, e il fallimento dell’azione porta al forzoso pensionamento anticipato di Controllo (John Hurt), il capo del cosiddetto Circus, il più grande dipartimento dei Servizi Segreti di Sua Maestà, e del suo collaboratore più fidato, Geor continua
Voto 5. Amo i thriller, sia scritti che recitati; un pochino meno quelli di spionaggio. CIA, servizi segreti, KGB, altre forme di intelligence, mi sono risultate nel corso del tempo abbastanza indigeste, escludendole sin dal principio dalle mie letture; dando però ai film di questo genere qualche possibilità. continua
Lo sapevo. Andare al cinema pieni di aspettative non porta a nulla. Ormai lo so e parto prevenuta a prescindere, ma poi ci sono film che sulla carta sono un trionfo, come La Talpa ( Tinker Tailor Soldier Spy ), diretto da Tomas Alfredson e tratto dal romanzo omonimo di John Le Carré , e uno non può fare altro che attenderli con ansia... continua
Una spy story come Hitchcook comanda (con tanto di citazioni disseminate qua e la tra l'altro, a cominciare dalla musica e i dettagli sugli oggetti)... col vestito decisamente buono... intendesi qualità di mezzi e di attori (su tutti ovviamente Gary Oldmann... continua
Il regista svedese Tomas Alfredson ci ha già fatto entrare in punta di piedi nell’intimità di una dodicenne vampira, incantandoci con la vicenda dei due giovani adolescenti vissuta sulla neve bagnata dal sangue delle vittime pur senza eccedere in nulla, eccellendo in tutto. continua
Prendere Tomas Alfredson e fargli dirigere l'adattamento di un classico di LeCarrè è stata una scelta di quelle che fanno la differenza tra una produzione arruffata e una smaliziata. Il regista di Lasciami Entrare infatti non cambia il suo stile ma declina il gelo e l'ermetismo interiore dei vampiri svedesi al mondo delle spie inglesi. continua
Lo svedese Tomas Alfredson dirige un cast inglese nella trasposizione cinematografica del più famoso romanzo di John Le Carrè, scrittore ed ex agente del mi6. Il film è ambientato nella Londra del 1973 ed il protagonista è Gary Oldman che interpreta George Smiley (ruolo che fu di Alec Guinness continua
Vi ripropongo le mie recensioni “veneziane” – con qualche variazione – dei due film più interessanti in uscita nelle nostre sale questa settimana: la spy-story La Talpa e i drammi erotici di Shame. La Talpa di TOMAS ALFREDSON Tinker, Taylor, … Leggi l'articolo completo → continua
1973. Costretto ad un pre-pensionamento forzato dopo il licenziamento del suo capo, l’agente dell’MI6 George Smiley (Gary Oldman) viene richiamato in servizio per svelare l’identità della talpa che si nasconde ai vertici del Circus. continua
La talpa (Medusa) La difficoltà principale, guardando La talpa (dal 13 gennaio al cinema), è memorizzare i nomi dei vari personaggi (Percy, Bill, Roy, Toby, Lacon, Peter, Jim, Smiley, Controllo, Dick…) e attribuirli ai giusti volti e agli intrighi e alle operazioni segrete nelle giuste città (Budapest, Londra, Istanbul…). continua
Il genere spy-story è caratterizzato da due elementi fondamentali: la questione del sospetto e il tentativo, spesso non riuscito, da parte degli esseri umani di comprendere esattamente tutto ciò che riguarda la loro vita personale e professionale. continua
Servendosi di un romanzo di John Le Carrè , Tomas Alfredson sembra aver voluto penetrare il sistema nervoso di alcune pellicole sul complotto prodotte dalla seconda metà degli anni 60 in poi ( da The Ipcress File a La Conversazione di Coppola) esasperando la cura degli interni, organizzando un set che non ha niente della ricostruzione “vintage” continua
Un ex agente segreto britannico, George Smiley, durante la Guerra Fredda, viene incaricato da alcuni suoi superiori di scovare una talpa sospettata di fare il doppio gioco tra servizi segreti inglesi e sovietici. Dovrà investigare proprio tra i suoi ex-colleghi e cari amici, fino a scoprire l’identità sospetta. continua
Più che il misterioso fascino di James Bond, l'agente segreto George Smiley ha l'appeal di un anonimo impiegato del catasto. Eppure dietro occhiali spessi, look eternamente sciatto e l'assoluta mancanza della “bella di turno”, è uno degli intelletti più fini dello spionaggio britannico. continua