Si parla da un bel po' di questa pellicola. Era impossibile ignorarla! Film 333 : "This Must Be the Place" (2011) di Paolo Sorrentino Visto : al cinema Lingua : italiano Compagnia : Claudia, Ramona Pensieri : Ultimamente mi sono accorto che seguo con più attenzione progetti cinematografici italiani. continua
Metafore, metonimie e sineddochi. continua
In questi ultimi anni non sono riuscito a seguire il mondo del cinema come avrei voluto, preso da altri impegni ed altre priorità. continua
Questo venerdì cinemio parla di un film già uscito da qualche settimana, ma che ci piaceva approfondire, visti i protagonisti: Sean Penn e Paolo Sorrentino non sono certo da sottovalutare, di cosa parla il loro ultimo lavoro? Una piccola riflessione di Fabio Nicolosi “This must be the place”è un film stravagante e riflessivo. continua
Al Festival di Cannes del 2008 Sean Penn omaggia Paolo Sorrentino con il Premio della Giuria, di cui era presidente, e si rende disponibile a lavorare con il regista partenopeo per la sua opera prima in lingua inglese: inizia così un’avventura destinata a sfociare in “This Must Be the Place”, film delicatissimo sul percorso interiore di una r continua
Dopo aver impressionato con film come Le conseguenze dell’amore e Il Divo , Paolo Sorrentino firma This must be the place . continua
Cheyenne è una rockstar ritiratasi dalle scene oramai da un ventennio, che si trucca come Robert Smith dei Cure , parla con una vocina alla Michael Jackson e, a causa dell'abuso di alcool e cocaina fatto in gioventù, ha le movenze dinoccolate di Ozzy Osbourne . continua
Paolo Sorrentino ha diretto un film che è più d'ascoltare che da vedere. Le musiche, bellissime, quasi una storia del rock. Le scene si susseguono un pò lente, passando da una triste e ferma periferia di Dublino a un'America senza grattacieli ma con grandi spazi infiniti. continua
Andate subito al cinema a vederlo!!!! E' geniale! Un Sean Penn sopra le righe vaga e vagheggia per un paio d'ore diretto splendidamente da Paolo Sorrentino: una pellicola nuova, una rock star nosalgica, una Frances McDormand fantastica e un trolley che non si stanca mai di camminare! Davvero bello, era un pò che non si vedeva una cosa così! continua
A Cheyenne serviva una svolta, qualcosa di forte, più forte di qualsiasi droga, perfino più del Rock N’ Roll: la morte del padre. Sono trent’anni che i due non si parlano ma la tragica notizia sconvolge Cheyenne e lo porta a intraprendere un lungo viaggio verso casa,negli States, alla riscoperta di sé, della sua continua
di Paolo Sorrentino, con Sean Penn, Judd Hirsch, Frances McDormand, Kerry Condon, Eve Hewson, Francia, Italia, Irlanda, 2011. Un film che decolla alla fine e che spaccia l'originalità per il già visto. Il nuovo film di Paolo Sorrentino , ancor prima di uscire al cinema aveva già fatto parlare di sé. continua
Un film deludente quello di Sorrentino . Sarà che le aspettative erano alte e forse quando se ne hanno troppe si rimane puntualmente delusi. Non riesco a concretizzare con precisione tutti i miei dubbi sul film ma parafrasando una citazione del film, qualcosa mi ha disturbato e non capisco cosa. continua
Film egualmente controverso e affascinante, certamente atipico nel sempre più asfittico panorama cinematografico italiano, fatte, ovviamente, le dovute eccezioni, per quanto sempre più rare, This Must Be the Place , regia e sceneggiatura (quest’ultima insieme a Umberto Contarello) di Paolo Sorrentino, reca comunque con sé, tra alcune contraddizioni continua
Un film eccezionale, che consiglio vivamente a tutti. Il bravissimo Paolo Sorrentino ha fatto ancora una volta centro, con una storia molto profonda. Un personaggio che ha bisogno di ritrovarsi e lo fa in un viaggio tanto interessante quanto profondo. Location bellissime e personaggi studiati e caratterizzati nel dettaglio. continua
Cheyenne, un ex rocchettaro-dark cinquantenne che pare Robert Smith dei Cure (e non a caso si chiama Smith di cognome), sopravvissuto alla sua leggenda, e ancora fissato in quella sua maschera di trucco che aveva adottato da adolescente, forse per difendersi dal divenire adulto, e infatti è ancora un po’ bambino. continua