Dopo la presentazione al Festival del cinema di Cannes, è arrivato venerdì scorso nelle sale italiane l'atteso film di Paolo Sorrentino 'This must be the Place'. Diversi i brand che hanno scelto di integrarsi nella trama della pellicola che ha per protagonista l'attore americano Sean Penn. continua
Cheyenne ha lo sguardo stralunato del sognatore e la voce sottile di un bambino che, con un rossetto in mano, disegna fuori dai contorni le labbra piegate in una smorfia che si fa sorriso o ghigno. Il suo incedere è lento e faticoso, aggrappato al peso costante di una valigia che è fardello di vita trascorsa e zavorra del quotidiano. continua
La casa, intesa come luogo dell’anima, come approdo, nel mezzo la ricerca, il viaggio interiore, una nuova consapevolezza rinascita, la crescita definitiva, la fine dei tormenti e un nuovo inizio... "perchè il problema è che passiamo troppo tempo velocemente dall'età in cui diciamo farò così a quella in cui diremo è andata così". continua
Finalmente, dopo una lunga attesa che ci aveva permesso soltanto di “sbirciarlo” alla presentazione del Festival di Cannes (maggio scorso), approda nelle nostre sale l’ultimo (capo)lavoro di Paolo Sorrentino . continua
Trama: Cheyenne è una rock star in declino, celebre negli anni ottanta come leader del gruppo musicale dei Fellows. Da diversi anni ha scelto un esilio volontario nella sua grande casa di Dublino, dove vive con la compagna Jane. continua
E’ con vero piacere che ci apprestiamo a scrivere una breve recensione di This Must Be The Place , il film di Paolo Sorrentino con Sean Penn, atteso nelle sale cinematografiche da venerdì 14 ottobre. continua
Cipria, rossetto, e una folta chioma scura, sembra Robert Smith dei Cure, ma è Sean Penn che appare, in tutto il suo diafano splendore, nelle prime inquadrature dell’attesissimo This must be the place , primo film di Paolo Sorrentino in terra americana. continua
Cheyenne, ex rock-star ormai ritiratasi dalla scene, trascorre la sua esistenza trascinandosi per le strade di Dublino con un trolley che porta sempre con sé. Ad un certo punto, però, riceve una telefonata dagli Stati Uniti: suo padre, che non vede da trent’anni, è in fin di vita. L’uomo si troverà così a viaggiare per continua
Cheyenne, ex popstar di successo, vive da trent’anni recluso in Irlanda, ormai preda della depressione del ricco. La morte del padre lo costringerà a muoversi e ad andare a New York, dove scoprirà che fino all’ultimo il vecchio aveva tentato di rintracciare il suo aguzzino nei campi di concentramento. continua
Le inquadrature rigorose, studiate fin nei minimi dettagli; l’ormai stracitato piano sequenza dell’esibizione di David Byrne; le meravigliose panoramiche dei paesaggi americani; la telecamera che osa anche un tuffo in piscina: This Must Be The Place è tutto questo, e anche di più. continua
Sean Penn interpreta Cheyenne, una ex-rockstar degli anni '80 ora 50enne, una sorta di fragile ed annoiato "bambino invecchiato" che vive di rendita in un castello a Dublino grazie ad un passato glorioso. continua
Stanca e annoiata, l’ex rockstar Cheyenne decide di mettersi alla ricerca dell’aguzzino nazista che ad Auschwitz umiliò suo padre, morto da poco. C’è qualcosa di psicologico nelle ragioni del sostanziale buco nell’acqua che è “This must be the place”, l’atteso esordio americano di Paolo Sorrentino dopo i fasti italiani che ben conosciamo. continua
Durante lo scorso week end “This must be the place”, il nuovo film del bravissimo regista italiano Paolo Sorrentino, ha conquistato la vetta della classifica dei film più visti nel fine settimana. Il film racconta la storia di una ex rock star, Cheyenne (Sean Penn), che vive insieme alla moglie a Dublino. continua
Italia – Francia – Irlanda | 2011 Analisi di eventi, esistenti e linguaggio audiovisivo Quel posto nell’anima di Cheyenne | a cura di Roberto Bernabò This must be the place titolo originale: This must be the place nazione: Italia / Francia / Irlanda anno: 2011 regia: Paolo Sorrentino genere: Drammatico durata: 118 min. continua
La locandina di This must be the place , con la faccia di malinconia un po’ grottesca e infantile stupore, (nonostante le rughe, anzi forse per le rughe) di Sean Penn in versione un po’ Robert Smith un po’ Edward Mani di Forbice da diverse settimane ci sbatte contro ad ogni angolo di strada. continua