La nave greca “Rena” incagliata a sud di Auckland. Migliaia di volontari al lavoro per ripulire le spiagge. La Baia di Plenty , sulla costa orientale della Nuova Zelanda, era un luogo di rara bellezza, paradiso della biodiversità, con spiagge bianche e mare incontaminato . Un quadro idilliaco che oggi non è più reale. continua
La nave greca “Rena” incagliata a sud di Auckland. Migliaia di volontari al lavoro per ripulire le spiagge. La Baia di Plenty, sulla costa orientale della Nuova Zelanda, era un luogo di rara bellezza, paradiso della biodiversità, con spiagge bianche e mare incontaminato. Un quadro idilliaco che oggi non è più reale. continua
La Baia di Plenty, sulla costa orientale della Nuova Zelanda, era un luogo di rara bellezza, paradiso della biodiversità, con spiagge bianche e mare incontaminato. Un quadro idilliaco che oggi non è più reale. continua
Continua la lotta contro il tempo in Nuova Zelanda . La marea nera originata dallo scontro tra la porta-container “Rena” e la barriera corallina neozelandese è da giorni arrivata alle coste provocando ingenti danni all’ecosistema marino. continua
Mount Manguanui, il carburante fuoriuscito dalla Rena ha raggiunto la spiaggia (Ansa/EPA/JOHN COWPLAND) Circa 250 persone, fra cui specialisti accorsi da Australia, Gran Bretagna, Olanda e Singapore, sono impegnate nelle operazioni di pompaggio, di raccolta e contenimento del petrolio riversatosi in mare in Nuova Zelanda dalla nave porta-co continua