La copertina del rapporto della 'Global Commission on Drug Policy' che chiede un cambiamento negli strumenti di contrasto alla tossicodipendenza “Il proibizionismo non funziona e non conviene, è una forma di repressione sociale di massa che garantisce fiumi di denaro a terrorismo e narcomafie”. continua
Kofi Annan, Paul Volcker, Mario Vargas Llosa, Richard Branson, Ferdinando Cardoso, George Schultz, George Papandreu. I grandi della politica, della cultura e dell’economia dicono stop al proibizionismo sulle droghe. continua
“Legalize it”, cantava il grande Bob Marley. E adesso, tanti anni dopo, a dargli ragione è addirittura l’ Onu . Fine della repressione: cinquant’anni di guerra alla droga hanno fallito e non resta che prenderne atto. Meglio dire basta alla criminalizzazione e trattare l’emergenza mondiale per quello che è: una questione sanitaria. continua
La guerra globale alla droga “e’ fallita” con devastanti conseguenze per gli individui e le comunità di tutto il mondo, e i paesi dovrebbero valutare l’ipotesi di legalizzare alcune sostanze stupefacenti, come la marijuana, per indebolire la criminalita’ organizzata. continua
È l’interessante tesi dell’ultimo rapporto della Global Commission on Drug Policy presentato il 2 giugno a New York. La parola “WAR” è cancellata e il rapporto non è più sulla guerra alla droga, ma è sulla droga, certificando il fallimento di una strategia iniziata 40 anni fa da Nixon. continua
Da Repubblica del 2 giugno si apprende finalmente che qualcuno ai piani alti sta aprendo gli occhi sull’inutilità della guerra proibizionista alle sostanze stupefacenti: negli anni gli unici risultati ottenuti sono l’incremento di attività criminali e l’emergenza sanitaria prodotta da sostanze da laboratorio e dall’omertà del consumatore dovuta continua