Altofonte, 25 giugno 2008. «Giuseppe è prigioniero dei ricordi che ora non può scacciare nemmeno come faceva di solito mettendosi a zappare forte, forte, sudando e sentendo dolore alle mani, non può prendere la cavalla e farla girare con la corda nel recinto, né giocare con i cani, non ha mucche da mungere o staccionate da riparare. continua
Giuseppe Di Matteo era un bambino come gli altri, sorrideva speranzoso alla vita e amava i cavalli. Troppo piccolo per avere qualche colpa. Il suo peccato originale: essere il figlio di Santino Di Matteo che, dopo le bombe che costarono la vita a Falcone e Borsellino , cominciò a collaborare con lo Stato. continua
di Alberto Pezzini Pino Nazio è un giornalista. Autore di Chi l’ha visto , è anche sociologo, e si occupa da tempo dei rapporti tra la mafia, la televisione, l’alimentazione, la politica ed i bambini. Un occhio a nudo, che sembra una voce unica tra tante tutte uguali. continua
Alla biblioteca Liber di Roma , mercoledì 22 giugno alle 17,30 viene presentato il libro di Pino Nazio Il bambino che sognava i cavalli – 779 giorni ostaggio dei corleonesi (Sovera Edizioni) Dal 7 giugno scorso il libro di Pino Nazio dedicato alla storia del piccolo Giuseppe Di Matteo , si può trovare anche nei 107 punti vendita dell’Unicoop Ti continua
Alla biblioteca Liber di Roma , mercoledì 22 giugno alle 17,30 viene presentato il libro di Pino Nazio Il bambino che sognava i cavalli – 779 giorni ostaggio dei corleonesi (Sovera Edizioni) Dal 7 giugno scorso il libro di Pino Nazio dedicato alla storia del piccolo Giuseppe Di Matteo , si può trovare anche nei 107 punti vendita dell’Unicoop Ti continua
Era il 23 novembre 1993 quando ad Altofonte, provincia di Palermo, sparì un ragazzino di dodici anni. Anzi, più precisamente scomparve dal maneggio di Villabate, dove andava ogni volta che poteva per allenarsi con il suo cavallo e sognare un futuro da fantino professionista. continua
Giuseppe Di Matteo lo sequestrarono che aveva 13 anni. Più di due anni dopo lo ammazzarono, sciogliendolo poi nell’acido. Dopo settencentosettantanove giorni di prigionia, lo strangolarono e lo sciolsero nell’acido. Giuseppe era figlio di Santino Di Matteo , il primo pentito a fornire rivelazioni sulla strage di Capaci. continua