Il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, si scaglia contro la bassa produttività, che è la causa principale della lentissima ripresa degli stipendi e la situazione difficile delle nostre imprese. continua
La crisi ha tagliato le unghie all'Irlanda ma non ha cancellato gli enormi progressi della tigre celtica. Ne è convinto l’economista Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria, che in questa conversazione con il Foglio difende le riforme pro mercato degli anni Novanta di Michele Arnese e Carlo Stagnaro Continua sul sito del Foglio.it continua
Galli: «Applaudire l’ad di Thyssen è stato sbagliato, Confindustria chiede scusa ai familiari» «L’applauso all’amministratore delegato di Thyssen ( alle assise di Confindustria ndr. continua
Gli squilibri che stanno interessando il mercato delle materie prime sta procurando non pochi problemi all’industria italiana, con ripercussioni sulle stime del Pil per il 2011. continua
Confindustria ha chiesto scusa. A meno di una settimana dall’applauso all’assise di Bergamo all’ad della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, condannato per omicidio volontario. continua
Per gli industiali ci vorranno sette anni per tornare alla normalità. “Se i tassi di crescita rimanessero quelli degli ultimi anni, la produzione industriale tornerebbe i livelli precrisi nel 2017″. Lo ha affermato il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, che ha citato i calcoli del Centro studi dell’associazione. continua
Da quanto emerso sulle misure allo studio del Governo, da quanto indicato oggi in Parlamento dal ministro dell'economia Giulio Tremonti, potrebbero non essere sufficienti a centrare l'obiettivo di una manovra aggiuntiva che nel 2012 "dovrebbe essere nell'ordine di 20 miliardi di euro", appaiono "molto lontane da questo obiettivo". continua
“Le misure annunciate dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti per ora sono molto lontane dal raggiungere l’obiettivo” di una manovra aggiuntiva che nel 2012 “dovrebbe essere nell’ordine di 20 miliardi di euro e portare il rapporto deficit/Pil all’1,5 – 1,7 per cento”. continua
19/07/2009 La Fondazione Magna Carta intende dare il suo contributo alla luce della crisi finanziaria ed economica che da oltre un anno ha interessato il pianeta, innescando la forte tentazione di mettere in discussione il sistema di libero mercato in quanto tale. continua