Steven Daily La sensazione più facilmente “registrabile”, la prima a investire dal punto di vista percettivo alla lettura dei testi di Giacomo Maria Leoni, è una condizione di sfasamento, disorientamento, dovuto alla continua alternanza dei piani di riferimento: spazio/tempo, tu/io, fuori/dentro la propria interiorità. continua
Maria McGilney Siderale vorrei zittirlo, il non dettoquando arraffa stretto il senoil non scorrere dei rami lungo i vetrie paesaggi ininterrotti, artigliatiintorno a zigomi di sbiecoun orecchino soloil resto reclinato sotto muri ceralaccae gambe, senza rete - a filo -dritto il laccio, fiore o pe continua
(foto di Francesca Woodman) Come una stretta (ma no, è fretta) di polmoni latrati e un cuscino appoggiato, a rapprendere il balzo potrei morirmi tra le braccia - ora - tanto stringo quanto manca soffocando di parole inerti restituendo al mondo quanto non ho tolto - finalmente dirlo - nel lasciarlo andare precipitarlo con un v continua
l’albero e la mela . l’albero eri tu (credevo) la mela rossa, legata con un filo appesa ad aspettare i morsi solo un desiderio da sfiorare le mani bloccate, pergioco sparite . nella notte in cui - tutto può accadere - . continua