Da ieri i detenuti del Cie di via Corelli a Milano sono in sciopero della fame per protestare contro il prolungamento della reclusione fino a sei mesi. La protesta, a cui hanno aderito tutte le sezioni [maschile, femminile e trans], prosegue e i reclusi sono determinati a continuare finché non otterranno delle risposte. continua
Gorizia Da 50 giorni senza cibo. Un immigrato di nazionalità marocchina trattenuto al Cie di Gradisca è stato ricoverato nei giorni scorsi all’ospedale di Gorizia a causa delle precarie condizioni di salute dovute allo sciopero della fame che ha proclamato ormai 50 giorni fa. continua
Gradisca d'Isonzo. La notizia non sembra sconvolgere nessuno tuttavia decine di immigrati rinchiusi nel centro per immigrati irregolari (da domenica purtroppo si deve utilizzare il termine "clandestini") stanno attuando uno sciopero dela fame a oltranza. continua
Della cinquantina di reclusi/e nel Cie di via Mattei in sciopero della fame da ieri, circa dodici sono donne, in gran parte cinesi. Rimandiamo al sito di Macerie per leggere il report sul presidio di sabato e ascoltare le dirette da quello organizzato ieri a sostegno della protesta. continua
a quanto pare, dopo 16 giorni di sciopero della fame totale, in cui ha perso 21 chili, in cui ha ingerito diversi oggetti, e dopo l'ennesima visita all'ospedale Martini in cui alcuni medici in stile Croce Rossa gli hanno fatto il lavaggio del cervello prometterndogli un'altra flebo nutritiva se non si rimetteva a mangiare, ieri pomeriggio Hassa continua
Aggiornamento dal centro espulsioni di Torino. I trenta tunisini della sezione verde hanno sospeso oggi lo sciopero della fame, durato cinque giorni. La decisione è stata presa dopo che un ragazzo di Redeyef si è sentito molto male e ha vomitato sangue. continua
senzafrontiere | notizie, voci, immagini dalla resistenza al razzismo. fotografia web della redazione N.R. Sabato 5 marzo. Al CIE di Torino, dopo la rivolta che ha mandato in fumo la sezione gialla, i reclusi sono in sciopero della fame da ormai cinque giorni. La maggior parte di loro proviene dalle città costiere della Tunisia, dove continua