Nel 2008 l'Oriella Pr Network ha sottoposto a 350 giornalisti un questionario sull'impatto che ha avuto internet per i giornalisti. A giugno 2009 il questionario è stato riproposto per capire come si sia evoluto il ruolo del giornalista grazie alla rete. Peccato che l'Italia, forse non sarà un caso, non è presente in questo report. continua
«Un social network dedicato al buon giornalismo, in cui le news si valutano per la loro qualità e non per la popolarità»: così si presenta NewsTrust , un progetto molto interessante, con un bel board (Dan Gillmor, Jay Rosen, Howard Rheingold, Bill Mitchell e altri) e un'idea da sperimentare bene. continua
A proposito della decisione del NY Times online di andare parzialmente a pagamento tra un anno, interessante l’analisi di Jay Rosen, professore di Giornalismo alla New York University e attivo con il blog PressThink. Intervistato dalla trasmissione della National Public Radio, “All Things Considered”. continua
Al termine di una conferenza, dal titolo che gli ha fatto storcere un po’ il naso -”Journalism & The New Media Ecology: Who Will Pay The Messenger?” – il professore di giornalismo alla New York University, Jay Rosen , stila una lista di possibili fonti di sussidio alla produzione di notizie , partendo dal presupposto che le notizie sono sem continua
Il giornalismo può essere non-profit? In America ci stanno provando, provocati dalla crisi dei media tradizionali e aiutati dagli sgravi fiscali offerti a chi mette in piedi iniziative del genere e a chi le alimenta con donazioni deducibili nella dichiarazione dei redditi. continua
Mentre molte testate tagliano, AOL sta espandendo la sua produzione giornalistica. Ha alle sue dipendenze oltre 500 giornalisti a tempo pieno, molti dei quali, travolti dall’ implosione del giornalismo stampato, hanno trovato rifugio nelle sue redazioni, e utilizza i contributi di più di 3.000 collaboratori. continua
Obiettività ed equidistanza dalle diverse opinioni contrapposte. Non sono forse due degli ingredienti del giornalismo che vogliamo? Forse. continua
The Economist lancia un dibattito online sull’industria dell’informazione che parte da questa istanza “Crediamo che internet stia rendendo il giornalismo migliore e non peggiore” . Il dibattito è online dal 12 al 22 luglio alla pagina www.economist. continua
A margine della sempre più ossessiva campagna mediatica delle ultime settimane sulla necessità di smetterla di “regalare” le news agli utenti della rete che ha in Ruperth Murdoch quello che “ci mette la faccia” mentre tutti gli altri editori più o meno silenziosamente assentono, va segnalato un bel post di Vittorio Zambardino sullo scenario editori continua
Di VeDrò e dei "vedroidi" una sola cosa mi ha lasciato perplessa: la sensazione, sottopelle, che anche questa generazione (ricordo che c'erano ventenni, trentenni e quarantenni) sia poco internettiana. Troppo poco. continua