Amelia Rosselli, frammento da "La libellula (Panegirico della libertà)", 1958 Ho iniziato ad amare la poesia di Amelia Rosselli quando ho scoperto questi versi. Li trovavo insieme irritanti e impossibili da abbandonare con gli occhi, impossibili da abbandonare con la mia voce interiore che li recitava mentre li leggevo con gli occhi. continua
Cara Romina, a proposito della lettura di Documento (Garzanti, 1976) di Amelia Rosselli , fatta assieme nel Laboratorio Artemis : tu dici che "qualcosa non torna" leggendo i suoi versi. continua
Amelia Rosselli nasce in Francia nel 1930 dove il padre era fuggito nel 1929 da perseguitato politico; una fuga che segnò la sua vita tormentata, perennemente alla ricerca di un’appartenenza mai acquisita. Nel 1940 ,con la madre, si trasferisce in Inghilterra, poi negli Stati Uniti, per tornare successivamente in Italia nel 1946. continua
Amelia Rosselli nasce in Francia nel 1930 dove il padre era fuggito nel 1929 da perseguitato politico; una fuga che segnò la sua vita tormentata, perennemente alla ricerca di un'appartenenza mai acquisita. continua
La santità dei santi padri era un prodotto sì cangiante ch’io decisi di allontanare ogni dubbio dalla mia testa purtroppo troppo chiara e prendere il salto per un addio più difficile. E fu allora che la santa sede si prese la briga di saltare i fossi, non so come, ma ne rimasi allucinata. continua
Amelia Rosselli (Parigi1930-Roma 1996), fu figlia dell’esule antifascista assassinato nel 1937. Questa esperienza non poteva non provocarle uno scuotimento per cui ella si aprì alla poesia per esprimere i dolori della sua anima. continua
Torno spesso, nelle mie riletture, su Amelia Rosselli . Una autrice che trovo fondamentale nel Novecento italiano per la carica innovativa, l'uso della lingua (o delle lingue), il contributo, in gran parte inconsapevole, che ha dato per una visione un pò meno provinciale della poesia nostrana. continua
« … v’è il poeta della scoperta, quello del rinnovamento, quello dell’innovamento… [io sono un poeta] della ricerca. E quando non c’è qualcosa di assolutamente nuovo da dire, il poeta della ricerca non scrive. » da: Amelia Rosselli, Una scrittura plurale, a cura di F. Caputo, Novara, Interlinea, 2004. continua
Nota su Amelia Rosselli di Maria Grazia Calandrone L’insetto osceno Rosselli ci ronza intorno avendo deliberato di darci fastidio. Perché ci ama e ha bisogno di noi. Come il coltello dell’amata che si faceva la sua strada tremenda nel petto di Franz Kafka. Chi ci ama ci espone a noi stessi e al rischio del desiderio. continua
A seguito dell’interessante dibattito suscitato dalla parodia rosselliana di Gualberto Alvino recentemente pubblicata qui, propongo il mio poemetto rosselliano non parodistico (da A.L.B., Devi chiamarmi sempre , Campanotto 2005, ripreso in La furia dei venti contrari, Variazioni Amelia Rosselli. continua