Giovannino Guareschi non è soltanto l'inventore letterario di "Don Camillo" e di molti altri titoli di successo (è tra gli autori italiani più venduti all'estero) ma fu anche grande giornalista e pungente vignettista di satira. continua
Fidenza - Montanari fa tappa al tunnel «Bene aver ultimato i lavori» e di fatto lo inaugura lui! Mancava solo il taglio del nastro. A Fidenza e solo a Fidenza succedono di queste cose. La minoranza, ex maggioranza, si presenta alla vigilia dell'apertura del tunnel in piazza stazione e si compiace della fine dei lavori. continua
Non è facile raccontare Guareschi. Non è uno scrittore da bancarella, come molti altri, non è un romanziere. È un biografo. E lo è ancor di più perché racconta la vita non di una sola persona, bensì di un’intero pianeta, quel “mondo piccolo” che si dipana lungo il grande fiume, sotto un sole cocente che continua
La spada di Damocle che pende sui giornalisti per la legge sulle intercettazioni in discussione al Parlamento fa tornare d’attualità la vicenda di Giovannino Guareschi, incarcerato per dissacrazione satirica e politica. continua
"Camminare su e giù per l'alfabeto". L'italiano tra Peppone e Don Camillo Atti del convegno tenutosi a Pavia (Collegio S. Caterina da Siena, 1 dicembre 2008) con uno scritto di Claudio Magris a cura di Giuseppe Polimeni Edizioni Santa Caterina, Pavia 2010 pp. continua
Giovannino Guareschi è stato uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo, anche se purtroppo è stato sempre sottovalutato in Italia, dove non c’è mai stato (e non c’è tuttora) rispetto per la satira politica e si pensa (soprattutto oggi) che chi non è un politico non debba “fare politica” (come piace dire a Berlusconi: continua
Segno di contraddizione. Se Gesù è il segno di contraddizione per eccellenza, può non esserlo, almeno un po’, uno scrittore cristiano? Ad esempio, rivelando, facendo emergere, anche involontariamente, la differenza tra il giornalismo superficiale e quello approfondito e documentato. Il giornalismo superficiale, ad esempio, di un Piero Ottone . continua
(articolo di Andrea Adorni) “Ai centauri parmensi di metallo e di fuoco. Il non placato Corsaro dell’Adriatico. Gabriele D’Annunzio di Monte Adrante”. Fu così che nell’ottobre del 1927 il “Vate” salutò i centauri parmensi, che sostarono al Vittoriale degli Italiani in occasione di una gita sul lago di Garda. continua