Con il suo penultimo romanzo ‘Non avevo capito niente’ (Einaudi, 2007) lo avevamo lasciato decisamente soddisfatto al quarto posto del Premio Strega 2008 (edizione vinta dall’allora esordiente Paolo Giordano con ‘La solitudine dei numeri primi’ ) e ritroveremo Diego De Silva , nell’ormai imminente prossimo mese di settembre, con il nuovo romanz continua
"Io non sono emotivamente attendibile. Sono uno dalla rabbia labile. Per dirla in altri termini, soffro di capitolazione precoce". Dove avevamo lasciato l'avvocato Vincenzo Malinconico, "filosofo involontario"? Più o meno qui, con questa conclusione: "Vaffanculo, penso. Ecco quello che penso. continua
Torna l'avvocato Vincenzo Malinconico, che in contrasto col suo cognome, ci diverte molto e si sospetta, alla fine, profondamente incredulo, un po' si diverta pure lui, goda delle cose particolari che gli accadono, a cominciare dall'essere stato scelto da Alessandra Persiano, la donna piu' bella e desiderata tra tutte quelle che frequentano il tr continua
Con “Non avevo capito niente”, Diego De Silva si è imposto al grande pubblico con un’irresistibile ironia, ha divertito, è riuscito a parlare di Napoli e dei suoi “guai” con profonda leggerezza. Con “Mia scuocera beve” (Einaudi) da alcuni giorni in libreria, l’autore “torna sul luogo del delitto” a raccontare le vicissitudini e gli involontari continua
"Mia suocera beve" è il nuovo romanzo di Diego De Silva. L’autore ripropone il personaggio di Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso napoletano che finge di lavorare per passare il tempo e riempire le giornate. continua
Diego De Silva torna in libreria con un nuovo romanzo, “ Mia suocera beve ” (Einaudi, 340 pagine, 18 euro), nel quale vengono riprese le avventure e soprattutto le disavventure dell’avvocato-filosofo Vincenzo Malinconico, già protagonista di “Non avevo capito niente”. continua
De Silva ci trascina in una nuova avventura dell'Avv. Malinconico, nomen omen avrebbero detto nell'antica Roma fra una biga e una gita al Colosseo: ma la malinconia, quella mirantemente descritta da Hugo come "la felicità di essere triste", è soltanto una delle caratteristiche del protagonista di "Mia suocera beve". continua
Un romanzo leggero che leggero non è. continua
Diego De Silva (1964), Mia suocera beve , Einaudi, Torino sett. 2010 . Pp. 338 compreso l’ìndice. continua
Diego De Silva si è ritrovato nel giro di un attimo dall'essere il cantore di un'infanzia (e adolescenza) difficile grazie a libri come “Certi Bambini”, “Voglio Guardare” e “Da un'altra carne”, fino a ritrovarsi icona letteraria di quella enorme schiera di avvocati precari che faticano a sbarcare il lunario alla fine del mese. continua