23. una struttura anagrafica di niente questa burocratica rottura della voce qua dove ammisi di credere la rotta e persi invece la bussola per sempre. in mare la barcaccia chiama s.o.s. e la marea non s’inchina alla paura anzi la stempia con apice di venti. continua
È con colpevole ritardo che scrivo di un libro di poesia che come pochi altri sa coniugare effervescenza linguistica e grande concretezza. continua
[MARINA PIZZI] essere in vita è un criterio sperduto / un alunno senza lavagna né voce / di maestro. in tanta precaria / esistenza si stenda un velo di lutto / un sillabario bianco. in bilico sul cipresso / la casa delle serpi. una dubbio da dentro / la nuca innocente arrovella. continua
Continuamente in sacrificio questa donna incarnata nella poesia di Marina Pizzi; una donna fragile, quanto forte nelle sue idee a pronunciarsi, parte di un mondo “t ra storie andate a male ”. continua
Marina alla specchio Marina Pizzi Il cantiere delle parvenze 2010 Marina Pizzi Il cantiere delle parvenze 2010 1. la mia sciarpa è un tragitto lontano uno scalmanato talamo di nebbia dove è agreste il cielo e logica la tana di perdere la vita. continua
La scrittura di Marina Pizzi sembra essere uno dei pochi luoghi certi e forti dove le energie e i vettori che erano di Amelia Rosselli tornano a ricombinarsi, variare, metamorfosare; e non per una filiazione o ripresa o citazione, ma perché il lavoro poetico è straordinariamente complesso, e alla complessità mira – senza sconti didascalici. continua
In attesa di leggere Il solicello del basto (Fermenti, 2010), prendo in considerazione l'inedito Vigilia di sorpasso , scritto da Marina Pizzi negli ultimi due anni e composto da 121 brani vagamente endecasillabi, che hanno per tema il morire d'ogni cosa (uomini, animali, vegetali, minerali), secondo il modello del male di vivere montaliano (ma vis continua
Le tre o quattro note che nel tempo ho dedicato al lavoro di Marina Pizzi , sono state racco lte e ripubblicate su Poesia 2.0 qui e qui , nell'ambito di una più ampia rassegna dell'autrice. Forse alcune delle cose dette allora andrebbero meglio precisate o addirittura espunte, in quanto in qualche modo pleonastiche. continua
Marina Pizzi 1. è qui l’altrove del rantolo di fame questo statuto che sa di Colosseo verso i cani bastardi, randagi quanto un dì del mese scorso. scorribanda di eclissi starti accanto io che ti amo oca di mamma guardarti nel passo. continua
Oggi, a Opere Inedite , leggiamo la poesia di Marina Pizzi . Credo che questa foto esprima tutta la poesia di Marina. Le avevo infatti chiesto di inviarmi una foto che la rappresentasse, che rappresentasse il suo rapporto con la poesia. E questa è la foto che Marina ha scelto e mi ha inviato. continua