Questo foto è stata inviata da Federico Fabiani, che l'ha scattata solo qualche giorno fa! E' un po' il simbolo dell'articolo che segue. Ricordate che posto è? E' il palco dello Psycho Stage al Pionta...lascia un po' di sasso, no? Non da da pensare semplicemente... continua
di Carlo Caffarra Ogni volta che leggo un libro, alla fine mi faccio sempre una domanda: a quale interrogativo fondamentale esso intende rispondere? Quale problema risolvere? Se non vado errato, la domanda fondamentale del libro di Marcello Pera Perché dobbiamo dirci cristian i è la seguente: “come impedire che crolli la ‘casa’ – l’ethos direbbero continua
“Imporre ad un popolo una religione che gli sia estranea è il modo migliore per fargli abbandonare, prima o poi, qualunque religione. Il principale rimprovero che si possa fare al cristianesimo è aver creato le condizioni per l’ateismo.” Tratto da http://utenti.lycos.it/eurasiaprogetto/novita. continua
Leggo su strill.it un’interessante estratto dal libro “Perchè non possiamo non dirci mafiosi” di Alfio Caruso, edito da Longanesi (2002) Abbiamo la rara capacità di metterci al centro del mondo, di ritenere che il pianeta giri intorno a noi. Ci viene naturale, non ci costa sforzo. continua
Esultano parenti e amici dei ghanesi uccisi sulla Domiziana «Per noi è un grande giorno, possiamo dimenticare la paura» «Questo per noi è un grande giorno». Sammy Sangru, immigrato tanzaniano che vive sul litorale domizio da dieci anni e amico di tutte e sei vittime ghanesi trucidate a Castelvolturno quattro mesi fa, non sta più nella pelle. continua
Si è svolta ieri, presso la sede di Confindustria, la presentazione del libro del senatore Marcello Pera "Perché dobbiamo dirci cristiani", che ha visto gli interventi, oltre che dell'autore, dei professori Aldo Mola e Pier Franco Quaglieni, introdotti e coordinati dal sindaco, Piercarlo Fabbio, Il sindaco, dopo aver ringraziato gli organizzato continua
“Perché dovremmo dirci cristiani? Oggi siamo liberali, e perciò non c’è bisogno di rivolgersi al cristianesimo per giustificare i nostri diritti e libertà fondamentali. Siamo laici, e perciò possiamo considerare le fedi religiose come credenze private. continua