[Le Vif] Un giocatore di calcio italiano a cui viene dato del “negro di merda”, annunci immobiliari che prevedono “niente animali, niente stranieri”, immigrati aggrediti la notte di capodanno: i comportamenti xenofobi si banalizzano in Italia, alcuni evocano addirittura un “razzismo istituzionale”. “La situazione si degrada. continua
LE VIF articolo del 7 Gennaio 2010 Un giocatore di calcio italiano a cui viene dato del “negro di merda”, annunci immobiliari che prevedono “niente animali, niente stranieri”, immigrati aggrediti la notte di capodanno: i comportamenti xenofobi si banalizzano in Italia, alcuni evocano addirittura un “razzismo istituzionale”. continua
«Dov’è la cipolla, piagnina?» Erano i primi di aprile del ’97 e il leghista Daniele Roscia, sfottendo Silvio Berlusconi per le lacrime versate sugli albanesi morti sulla nave speronata da una corvetta della Marina italiana, non poteva immaginare che un giorno il Cavaliere avrebbe blindato con la fiducia un decreto come quello di ieri fortissi continua
Brillante ricostruzionje della storia di Alex Malaspina su “Il Foglietto”. continua
Ecco due interventi, provenienti da ambiti culturali diversi ma convergenti in ciò che più conta, su come sia stato accolto l'appello alla moderazione dopo il ferimento di Silvio Berlusconi a Milano. continua
Il 14 dicembre il governo di Silvio Berlusconi è sopravvissuto alla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione alla camera dei deputati per appena 314 voti a 311. “Berlusconi ha certamente vinto”, commenta Sergio Romano nell’editoriale del Corriere della Sera . continua
SERGIO ROMANO dal Corriere della Sera del 3 marzo 2011 Staino da l'Unità del 3 marzo 2011 Le parole pronunciate da Gheddafi sull’Italia possono sorprendere il presidente del Consiglio, probabilmente convinto di avere stretto con il colonnello libico un rapporto infrangibile fondato sulla reciproca ammirazione e sugli interessi comuni. continua
presto su: L'Italia disunita (Il Cammeo) L'ITALIA DISUNITA di Sergio Romano - Marc Lazar - Michele Canonica Buon compleanno, Italia. Centocinquanta di questi anni, verrebbe da dire. Ma qualcosa non torna. I tempi sono quelli che sono, di crisi non soltanto economica ma culturale, di prospettiva. continua