Il fascino che le leggende classiche siciliane esercitarono nei confronti dei poeti di ogni tempo è testimoniata anche in una delle odi composte da Giosué Carducci, premio Nobel nel 1906, intitolate “Primavere Elleniche“. In questi pochi versi Carducci evoca tre famose leggende siciliane del periodo classico. continua
(Credits: Ansa/Abbate) Come dice il protagonista all’inizio del suo monologo, “chiamarsi Carducci, Giosue Carducci, come il poeta, è una bella responsabilità”. Se poi, con quel nome, lavori in Fiat, è chiaro che diventi il bersaglio per un facile sberleffo. continua
Al «cantore dell’Italia nuova e antica»: i doni della regina è il tema della visita guidata che si svolgerà domenica 30 gennaio , dalle ore 11 alle ore 12.30, nella casa di Giosue Carducci (piazza Carducci 5). continua
Nevicata dalle Odi Barbare libro secondo Lenta fiocca la neve pe ‘l cielo cinereo: gridi , suoni di vita più non salgono da la città, non d'erbaiola il grido o corrente rumore di carro, non d'amor la canzon ilare e di gioventù. Da la torre di piazza roche per l'aere le ore gemon, come sospir d'un mondo lungi dal dì. continua
Hughes I cipressi che a Bòlgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar, Quasi in corsa giganti giovinetti Mi balzarono incontro e mi guardar. Mi riconobbero, e "Ben torni omai" Bisbigliaron vèr' me co 'l capo chino "Perché non scendi? Perché non ristai? Fresca è la sera e a te noto il cammino. continua
“Funere mersit acerbo” O tu che dormi là su la fiorita Collina tosca, e ti sta il padre a canto; Non hai tra l’erbe del sepolcro udita Pur ora una gentil voce di pianto ? È il fanciulletto mio, che a la romita Tua porta batte: ei che nel grande e santo Nome te rinnovava, anch’ei la vita Fugge, o fratel, che a continua