Chi mi parla non sa che io ho vissuto un'altra vita - come chi dica una fiaba o una parabola santa. Perchè tu eri la purità mia, tu cui un'onda bianca di tristezza cadeva sul volto se ti chiamavano col labbra impure, tu cui le lacrime dolci correvano nel profondo degli occhi se guardavano in alto - e così ti parevo più bella. continua
LA CASA DELLE LETTERE VI SEGNALA: L'età delle parole è finita. Vita di Antonia Pozzi attraverso le lettere. Spettacolo teatrale dedicato ad Antonia Pozzi Concerto per voce e pianoforte Lunedì 19 ottobre 2009 - ore 18:00 Palazzo Sormani - Sala del Grechetto Via Francesco Sforza 7, Milano Scarica l'invito http://vl1. continua
3 Dicembre 2009 - ANTONIA POZZI * [In riva alla vita], Vercelli Giovedì 3 dicembre, alle ore 21, Chiara Daino leggerà sul palco di Parola all’Autore - Letteratura come vita , dedicato ad Antonia Pozzi - In riva alla vita, presso il Salone Dugentesco di Vercelli. Dialoghi: Alessandra Cenni, Piergiorgio Fossale. continua
Antonia Pozzi "Perchè la poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci rimbalza nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte, così come sfociano i fiumi nella celeste vastità del mare" . Voce di donna Io nacqui sposa di te soldato. continua
Il 3 dicembre 1938, moriva, a soli ventisei anni, Antonia Pozzi, una delle voci femminili più intense della poesia italiana del Novecento. Il giorno precedente un contadino l’aveva trovata distesa in un prato nei pressi dell’abbazia di Chiaravalle, semiassiderata e priva di sensi per l’ingestione di barbiturici. continua
Natale 1926, Antonia Pozzi (dal sito www.antoniapozzi.it) Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. continua
Non c'è nessuno, non c'è nessuno che vende i fiori per questa strada maledetta? E questo mare nero e questo cielo livido e questo vento avverso - oh, le camelie di ieri le camelie di ieri le camelie bianche rosse ridenti nel chiostro d'oro - oh, l'illusione primaverile! Chi mi vende oggi un fiore? Io ne ho tanti nel cuore: ma serttati in grevi mazz continua
Come una semplice poesia possa contrare le orride rievocazioni della Prima Guerra Mondiale, ennesima ondata di un revisionismo stantio del tutto italiano (mentre il mondo si muove; sì, dev'essere proprio questo senso di straniamento rispetto ai ritmi del mondo quello che si percepiva in Spagna durante il franchismo). continua
Poesia, cenerentola dell'editoria per antonomasia ma – paradosso dei paradossi – genere maggiormente praticato dagli scrittori "del cassetto" o "della domenica". Come a dire: si scrive ma, certo, non si legge. E se, invece, la si potesse solamente "guardare", senza neanche la fatica di sfogliare ... continua
di Fabio Orrico Ha ragione Matteo M. Vecchio quando, nella sua postfazione, dice che la definizione diario non è esaustiva per questo sottile ma densissimo corpo di scritti di Antonia Pozzi che l’editore Viennepierre manda in libreria. continua