È in libreria dal 16 settembre il nuovo lavoro di Giulio Giorello , “ Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo “, edito da Longanesi . Il saggio si interroga su come vivere, agire, lottare, morire quando si può contare solo su se stessi. continua
E’ in libreria da ieri il nuovo il libro di Giulio Giorello, intitolato Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo (229 pagine, 15 euro). Secondo il lancio redazionale dell’editore Longanesi, l’autore “non mira a dimostrare che Dio non c’è ma a definire l’orizzonte di un’esistenza senza Dio. continua
Giulio Giorello esprime un ateismo ormai in estinzione, minato costantemente dall'idiozia razionalistica di sette fondamentaliste e folkloristiche. Un ateismo teorico, drammatico, che non strumentalizza la scienza e con cui è piacevolissimo confrontarsi (molto più che con fondamentalisti religiosi). continua
IL LIBRO Come vivere, agire, lottare, morire quando si può contare solo su se stessi? È la sfida cruciale per un nuovo Illuminismo, inteso non solo come difesa di fronte al dispotismo, ma come compagno di strada anche per coloro che ancora avvertono il bisogno d’amore a cui un tempo si dava il nome di Dio. continua
di Armando Torno Domani uscirà il saggio di Giulio Giorello, epistemologo ed erede di Ludovico Geymonat all’Università di Milano, “Senza Dio. Del buon uso dell’ateismo” (ed. Il Saggiatore). continua
A far buon uso dell’ateismo si ricava, quanto meno, un mestiere, anzi, una vanità. Giulio Giorello, docente di filosofia, nel suo ultimo libro, “Senza Dio, del buon uso dell’ateismo”, si dichiara pronto a una vita “senza o perfino contro Dio”. continua
Dal 16 settembre in libreria il nuovo libro dell’eminente filosofo della scienza, Senza Dio , di Simona Maggiorelli giulio giorello Viaggiando nelle sei contee dell’Ulster, la cosiddetta Irlanda del Nord, per raccontare la guerra sulle pagine del Corriere della Sera, una volta mi ritrovai a dover chiedere ospitalità per la notte presso continua
«Non credi dunque in Dio?» «No, e per una ragione assai semplice; che è assolutamente impossibile credere a ciò che non si comprende. Tra comprensione e fede devono correre rapporti immediati; la comprensione è il primo alimento della fede; dove la comprensione non agisce la fede è morta e coloro che in tal caso pretendessero averla si ingannano. continua
"In una delle sue ultime interviste, Horkheimer — fondatore, con Adorno, di quella Scuola di Francoforte che, col suo marxismo critico e autocritico, è tuttora fondamentale per capire la nostra realtà — dice che il mondo finito e contingente in cui viviamo è l'unico di cui possiamo parlare, ma non è necessariamente l'unico esistente e comun continua
Dopo l' intervento storico di Silvia Ronchey , Giulio Giorello (Università degli Studi di Milano) durante l'incontro-dibattito su "Ipazia - Una donna per la libertà, la scienza, contro ogni fanatismo" in occasione della presentazione dell'uscita in Italia del film AGORA di Alejandro Amenabar (14 aprile 2010). continua