Amnesty International rende noto come, tra gennaio e dicembre dello scorso anno, siano state messe a morte almeno 2390 persone in 25 paesi. Le condanne alla pena capitale emesse in un totale di 52 paesi sono state 8864. continua
Nel 2008 spetta ancora alla Cina il macabro primato delle esecuzioni capitali: il 72 per cento delle almeno 2390 esecuzioni totali. continua
In Cina sono stati condannati a morte dirigenti di una fabrica di late in polvere contaminato. La notizia compare in Italia come positiva, o almeno io non ho visto nessuna protesta. Al contrario delle grande protesta quando un assassino, mafioso o terrorista è condannato a morte in USA. continua
Davanti alla morte non ci sono e non devono esistere distinzioni. Ma non ho mai capito perchè si fanno dimostrazioni contro la pena capitale di un condannato in un certo Stato mentre per altri, come la Cina, che detiene il rekord delle sentenze capitali, tutto passa nella più completa indifferenza. continua
Ieri sera hanno acceso le luci del Colosseo, a Roma. Oggi in 1200 località del mondo si celebra la Giornata Nazionale contro la pena di morte. Solo nel 2008 sono state 2.390 in 25 Paesi le condanne a morte, almeno quelle di cui si è ufficialmente a conoscenza. Sempre nel 2008, almeno 8. continua
Una delle numerose condanne capitali in Iran,da sottolineare la spettacolarità e chi riesce a scattare foto per l'album personale. continua
Una delle numerose condanne capitali in Iran,da sottolineare la spettacolarità e chi riesce a scattare foto per l'album personale. continua
Agenzia Misna - Rispetto al 2007 le esecuzioni capitali sono aumentate l’anno scorso di circa il 90%: lo indica un rapporto diffuso dall’organizzazione non governativa ‘Amnesty International’, secondo la quale il dato va però letto nel contesto di una maggiore consapevolezza a livello mondiale del problema. continua
di Paolo Cortesi Nexus Edizioni Che raccapriccio ci destano le foto di impiccati in Iran, o di fucilati in Cina! Con quanto orrore apprendiamo che nel mondo la pena di morte è ancora praticata! Sì certo: la nostra coscienza di persone democratiche si ribella al solo pensiero che possa ancora esistere una procedura, chiamata legge, con cui uomin continua
e in questo momento Iran e Cina devono averne molta visto che non lesinano ad usarla. La Corte rivoluzionaria di Teheran ha emesso la quarta condanna a morte nei processi per le manifestazioni di protesta avvenute dopo la rielezione del presidente Mahmuh Ahamadinejad, il 12 giugno scorso. continua