Torino, 20 nov. – (Adnkronos) – Nuovo gesto di autolesionismo al Cie di Torino. Sei cittadini stranieri, un marocchino e cinque tunisini, dopo i quattro di ieri, si sono cuciti le labbra con alcuni punti. Gli immigrati si trovano nella struttura in attesa di identificazione e rimpatrio. continua
Una rivolta senza precedenti. Mai nulla di così estremo portato avanti all’interno delle strutture di accoglienza, ma il mondo dell’informazione la ignora. continua
Dopo la donna che si era vista rifiutare solo pochi giorni fa l'asilo politico in un CIE a Bologna, un secondo immigrato, stavolta a Brindisi, di nazionalità afghana, ha inscenato lo stesso sanguinoso gesto di protesta di cucirsi le labbra. continua
Immigrati iraniani che da 45 giorni protestano per chiedere asilo politico hanno iniziato lo sciopero della fame e si sono cuciti la bocca.E'avvenuto ad Atene,tre di loro sono stati ricoverati in ospedale. continua
Disordini e un tentativo di fuga da parte di una trentina di immigranti sono avvenute nel Cie di Gradisca. La protesta e’ stata inscenata poco dopo le 22 sui tetti della struttura, che ospita circa 140 immigrati clandestini. I protagonisti dell’episodio hanno cercato invano di scavalcare la recinzione del centro. continua
7 immigrati di origine algerina e tunisina sono fuggiti questa mattina dal Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo dopo aver allargato le sbarre delle loro camere Per farlo hanno utilizzato attrezzi rudimentali. continua
Gradisca in lotta Diario Si allarga la protesta nei Cie contro l’entrata in vigore delle norme del pacchetto sicurezza. Ed è la volta di Gradisca d’Isonzo, e questa volta è una sommossa: tutti sul tetto. Intanto, a Milano e a Roma prosegue la mobilitazione. Da Roma arriva un altro particolare, inquietante. continua
Mega protesta al Cie di Gradisca: un centinaio di immigrati sono saliti sui tetti della struttura per protestare contro la nuova legge sulla sicurezza che prevede il reato di clandestinità e l'allungamento dei tempi di permanenza degli immigrati nei Cie da 60 fino a un massimo di 180 giorni. continua
Ora può portare avanti la sua lotta per non essere rimandata in Tunisia, dove rischia la vita. Da ieri sera è libera la donna tunisina rinchiusa nel Cie di via Mattei che giovedì scorso, per protestare contro il rifiuto di asilo politico, ha deciso di cucirsi le labbra con ago e continua
Cronaca – Milano, 18 lug. continua