LA FUGA DEI SOPRAVVISSUTI . Non passò per il camino. Non si fece polvere danzando nel vento. Sopravvisse allo sterminio dei nazisti Aharon Appelfeld, ebreo, riuscendo a scappare per poi divenire uno dei più importanti scrittori israeliani. continua
Il 17 luglio Aharon Appelfeld ha ricevuto il premio ‘Rosa d’oro della Milanesiana’ 2010. In occasione del conferimento del premio ha dato lettura di uno scritto avente ad oggetto ‘I paradossi’, interamente leggibile nell’articolo de ‘La Stampa’ che questo blog ha messo in evidenza il 18 luglio scorso . continua
“Non sono capace di immaginare un vero scrittore che non tratti di se stesso e della sua vita”. Aharon Appelfeld (nelll’immagine) è di nuovo a Torino, dopo il suo grande intervento che ha inaugurato la scorsa primavera il Salone del libro. continua
Ancora una volta uno scrittore israeliano in Italia e ancora una volta per presentare il frutto di una sua nuova fatica. Decisamente, come ha fatto notare a suo tempo Ariela con una simpatica battuta... continua
"Sono passati sessantaquattro anni dalla fine della seconda guerra mondiale e mi sembra che stiamo entrando in un periodo nuovo nel nostro rapporto con la Shoah. La novità si fa sempre più visibile perché i sopravvissuti stanno lasciando questo mondo. continua
Un giorno, al ritorno da scuola, Helga, dodici anni e mezzo, trova la madre intenta a preparare una valigia. Un viaggio improvviso che le appare sospetto fin da subito. La sua avventura comincia così, dal dolore per una separazione e dal coraggio smisurato con cui rifiuta di accettarla. continua
Helga ha dodici anni e mezzo. Suo padre è un solido contadino austriaco, poche parole, una vita spesa tra i campi, la stalla, il mercato, l’osteria. Sua madre invece viene da Vienna, ha studiato all’università, suona il piano, legge. E’ bionda, ma non ha il fisico robusto delle donne del posto: è minuta, porta gli occhiali. continua
Helga ha dodici anni e mezzo. Suo padre è un solido contadino austriaco, poche parole, una vita spesa tra i campi, la stalla, il mercato, l’osteria. Sua madre invece viene da Vienna, ha studiato all’università, suona il piano, legge. E’ bionda, ma non ha il fisico robusto delle donne del posto: è minuta, porta gli occhiali. continua