E’ stata trovata una proteina cellulare che si è rivelata preziosa per due motivi: riesce sia a far abbassare il livello di glicemia tramite l’insulina, sia ad impedire la prematura morte delle cellule nervose. La piccola molecola si chiama umanina , ed è conosciuta per la sua azione nei confronti della morte cellulare dei neuroni. continua
Secondo una ricөrca, pubblicata sulla riviѕta scientificа Pnas, l’insulina può aiutare anсhe i malаti dі Alzheimer. Questa seria malattia del cervello, infatti, danneggiа lө cellυle cerebrali. L’insulina sembrerebbe in grado dі proteggerle, aiutando a preservarө alcune capacità mentali. continua
Ricercatore Northwestern University: nuove strade al trattamento della demenza Uno studio rivela: l'alzheimer è il diabete del cervello Trattando i malati con l'insulina si possono ottenere inattesi benefici neurologici Ultimo aggiornamento: 04 febbraio, ore 07:54 Roma, 4 feb. continua
Ricercatori dell'Harvard Stem Cell Institute di Boston (Usa) sono riusciti per la prima volta a creare cellule capaci di produrre insulina a partire da staminali prelevate dalla pelle di pazienti affetti da diabete di tipo 1. continua
Il diabete mellito è una malattia caratterizzata da un aumento di presenza di glucosio nel sangue e presenze di glucosio nelle urine, dovuto a deficit assoluto o relativo di insulina con alterazione del metabolismo non solo glucidico ma anche di quello providico e glicidico. continua
La cannella (qui, i pollini della sua pianta) è una delle spezie più antiche e nella storia le sono state conferite spesso virtù eccezionali: fu ritenuta afrodisiaca nel Cinquecento e coadiuvante nella cura della malaria nell'Ottocento; poi anche blando antisettico per le infezioni del cavo orale e tonificante per lo stomaco. continua
Mangiare meno puo' aiutare a migliorare la memoria e a prevenire o ritardare l'insorgenza dell'Alzheimer e di altre forme di demenza senile. Il nuovo incitamento a mangiar meno arriva da un gruppo di scienziati tedeschi. continua
L’indice glicemico (IG) rappresenta il potenziale di un alimento di elevare la glicemia indipendentemente dal suo contenuto di zuccheri. Il valore dei vari cibi non dipende solo dalla qualita’ dei carboidrati contenuti ma anche dalla contemporanea presenza di proteine e grassi, che fanno variare la velocita’ di assorbimento intestinale. continua
Un nuovo studio della Harvard Medical School pubblicato sulla rivista ‘Cell Metabolism’ , potrebbe far tirare un sospiro di sollievo a tutte le donne il cui corpo non è proprio perfetto ma che, anzi, presenta dei chili in più nel fondoschiena. Queste donne appartengono a quella categoria la cui conformazione fisica viene definita “a pera “. continua