“Le carceri italiane stanno esplodendo. E se non ci fosse stato quell’indulto di cui tanto oggi si sparla, in questo momento nelle carceri italiane ci sarebbero piu’ di 100mila detenuti: non so quale invenzione avrebbe potuto fare il governo di fronte a 100mila detenuti”. continua
Nessun indulto, niente amnistia . Per dare dignità a chi deve scontare una pena in carcere occorrono nuovi istituti penitenziari e duemila agenti in più . A ribadirlo è stato lo stesso Guardasigilli, Angelino Alfano , illustrando il nuovo piano carceri varato dal Consiglio dei Ministri . continua
La situazione è drammatica, ma il governo continua ad ignorare il problema. Rita Bernardini, deputata e componente della commissione Giustizia, ha detto: “Non mi metto a sindacare sulla attività per risolvere il problema delle carceri portata avanti del segretario generale del Sappe, Donato Capece. continua
Quella annunciata ieri dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sulle carceri, è né più né meno che una utopia negativa e un lugubre miraggio o, più semplicemente, una balla colossale, in cui è difficile discernere ciò che rimanda a una spensierata irresponsabilità e ciò che rivela una torpida insipienza. continua
Dazebao News l’informazione on line di Giovanni Mazzamati Il Governo vuole costruire nuove carceri, perché quelle che ci sono stanno scoppiando. Anche se non si sa dove si troveranno i soldi, l’obiettivo e di renderle operative nel 2012. continua
d i Giancarlo Castelli Nessuno scontro Lega-Pdl sul tema del differimento della pena contro il sovraffollamento delle carceri. “Smentisco di aver avuto un diverbio con Caliendo (il sottosegretario Pdl alla Giustizia, ndr. continua
Nota di Pao: Pochi giorni fa avevo dato spazio alla notizia circa il progetto di nuove carceri per ovviare al sovraffolamento di quelle esistenti. Ovviamente, come dicevo, sarebbe il caso di usare tutte le strutture esistenti ( e noi paghiamo ) invece di costruirne di nuove. E poi oggi sul corriere. continua
I magistrati italiani si mobilitano decidendo di attuare una dura forma di protesta, ovvero sedie vuote dinnanzi al ministro Alfano in occasione degli interventi previsti per l’apertura dell’anno giudiziario 2010 per dire “no” alle iniziative legislative in corso ed alle leggi “ad personam”. continua